Carosello.
Prima di cominciare a leggere, vi consiglio di far partire questo video, e alzare il volume delle vostre casse.
Così come questa musica mi accompagna nella scrittura di questo post, vorrei che accompagnasse voi nel leggerlo.
Perché non riuscirei ad immaginare queste stupide parole senza questo sottofondo.
Immagini.
Chimica.
Vibrazioni dal suolo.
Si conducono al cervello.
Sono scintille.
Le mani fredde.
Il ventre dolente.
Un bicchiere. Tachipirina.
Luce artificiale.
Chimica. Immagini. Noia. Distrazione. Voci infantili. Eco.
Chimica. Immagini. Scintille.
Chimica. Tachipirina. Immagini.
Eco. Luce. Noia.
Musica.
Bellissima.
Nel tuo mondo ti senti protetta. Sei avvolta da una bolla di sapone, attraverso cui tutte le cose all’esterno sono distorte.
E’ così meraviglioso vedere le smorfie che prendono forma sui volti della gente, vedere i colori che si mischiano fra di loro.
E’ così meraviglioso sapere che, per quanto la gente possa credere di conoscerti, in realtà nessuno sa niente di te. E neanche tu stessa sai niente.
Tutto è filtrato da quella bolla di sapone. Così fragile.
Si muove assieme al vento.
Ondeggia, e con lei ondeggiano le figure al di là di essa.
Ombre di colori chiari si posano sulla sua superficie. Delicati. Con la paura che la bolla si infranga al solo contatto. E con lei, loro.
Gli occhi delle persone sembrano più grandi del normale. Sproporzionati rispetto ai volti che, allungati, sembrano volerti prendere in giro. A volte sono ridicoli, a volte inquietanti.
Cammini, seguita dalla tua bolla. E tutto ti sembra così bello da sembrare una giostra per bambini.
Un carosello che gira più velocemente del tempo.
Risate. Lontane. Eppure così vicine.
Sembrano voci di angeli che intonano un canto sulle note di una musica da carillon.
Tutto sembra così irreale.
Così maledettamente imperfetto.
I colori sembrano abilmente mescolati dal migliore tra i pittori.
Senza criterio. Eppure meravigliosi.
Il vento fischia la più bella melodia mai composta.
Le voci della gente si sovrappongono, ma in quel momento le loro parole confuse ti appaiono come i versi di una splendida poesia.
E’ quel momento che aspettavi.
Quello che speravi arrivasse.
Eccolo.
Quando avresti voglia di gridare al mondo.
Di liberarti del male che ti porti dentro per aprirti, finalmente, alla gioia di quel momento. Con i suoi colori, la sua musica, il suo movimento ipnotico. Nel tuo mondo. Nella tua bolla.
Quando vorresti ritornare su quella giostra per bambini.
Quando vorresti che il tempo si fermasse per un ultimo, infinito istante.
Gira. Più velocemente del tempo.
Musica da carillon. Sublime.
Sublime. Il sorriso.
Sublime.
Così maledettamente perfetto.
The Album Leaf & Sigur Ròs: Over the Pond

Percepire brividi e trepidazioni in ogni poro della tua pelle, attraverso le arterie, vasi sanguigni, budella, stomaco, pancreas, fegato, polmoni, cuore, trachea mi capita solo quando leggo il Bello.
Questo testo con la compagnia di questo brano è in perfetta alchimia.
Ci credi che i miei occhi sono due bolle di sapone, bagnati e sognanti?
Brr.
Ci credo. E ci spero, soprattutto.
Premettendo che ho letto il post ieri notte, finito di leggerlo mi sono levato le cuffie e l’unica cosa che pensavo era wow, certe situazioni non hanno bisogno di parole, solo di essere “sentite” se capite quello che voglio dire.
Mi è piaciuto quello che hai scritto, accompagnato da una melodia a tratti triste, a tratti dolce ad esprimere, o almeno a me ha dato quella sensazione, la sicurezza che ha ognuno di noi, e come hai scritto nel testo, quando si trova nella propria bolla, nel proprio mondo.
A parte tutto Best Post! di tutto il blog per ora, come dicono i giovani fa veramente brutto.
“…e la Psiche prese forma e si levò tra le più verdi foglie degli alberi, tra gli sguardi persi e le bocche spalancate delle persone…”
Poi si posò sul suolo, liquefandosi.
E le bocche delle persone si spalancarono fino a toccare terra.