Mi sono rotta il cazzo.

Allora. Chiariamoci.
Probabilmente il mio stile di scrittura è un po’ equivoco.
Quando uso il verbo “innamorarsi”… non intendetelo in senso letterale. Innamorarsi di qualcuno non significa necessariamente farsi le seghe mentali sul primo bacio disegnare cuoricini con dentro il nome della persona in questione incidere tronchi d’albero con cazzate tipo ti amo 3msc 4ever eccetera. Ho superato questa fase.
Per me innamorarsi di una persona significa ANCHE questo.
Ma, nel caso di specie, (cfr. post precedente) non era ciò che intendevo.

Io mi innamoro ogni giorno di tutto ciò che cattura la mia attenzione. Un oggetto, un’idea, un pensiero, un’immagine, una persona, un amico, un parente. Qualsiasi cosa.

Metto in chiaro che non sono innamorata di nessuno (nel senso dei cuoricini e cazzi vari) e in questo periodo non mi interessa niente di tutto ciò.
Metto in chiaro che il post precedente è un ragionamento generico su ciò che tendenzialmente attira la mia attenzione. Scaturito dalla curiosità che mi provoca un certo orsacchio che bazzica solingo per i corridoi di un luogo che frequento spesso. Non mi ci faccio le seghe mentali. Non mi interessa da QUEL punto di vista. Mi incuriosisce. Punto.

E’ ovvio che da questo scaturiscono altre considerazioni, magari con riferimento alle mie passate esperienze. Non posso cancellare il passato, e non posso dire certe cose senza paragonarle a quelle che mi sono già successe.

Quindi, per piacere. Se a voi, miei cinque lettori, è stato spontaneo pensare cose tipo “OoooOOOooooOOOOOOoooOO Psiche è innamorata di un pazzo disadattato depresso maniaco omicida eccetera eccetera”, rispondo: NO. Niente di tutto ciò.
Non cerco l’amore in qualcuno o per qualcuno o da qualcuno. Cerco me stessa.
Finché non troverò me stessa non potrò amare nessuno.
Posso solo godere dell’emozione di amare le piccole cose. Le piccole, apparentemente insignificanti, emozioni di tutti i giorni.

Godo di un bellissimo, mai visto film proiettato all’Arci.
Godo di un certo tipo di musica che probabilmente prima non avrei mai considerato.
Godo di un inaspettato 9 ad un compito di italiano. (non avrei voluto fare quest’esempio ma, che ci volete fare, io GODO!)
Godo di una foto che, a pensarci bene, non è poi così brutta.
Godo di un commento sul blog.
Godo del fatto che lo stile-dePalma ai capelli non mi sta poi così di merda.
Godo del fatto che mia madre mi adora.
Godo del fatto che ho due amiche fantastiche.
Godo del fatto che ho un’amica a qualche chilometro di distanza che sopporta i miei sfoghi cazzoni.
Godo del fatto che qualcuno (un certo, sconosciuto Welsh) legge le mie parole e ci si ritrova. E non mi fa sentire sola.

Godo di tutte quelle cose che non conosco. Che hanno un pizzico di follia e di anomalia dentro. Di tutto ciò che va scoperto, studiato, ponderato. Amo gli enigmi. E non posso farci niente.

Nessuno si senta tirato in causa. E’ solo uno stupido post su uno stupido blog. Cazzo. Non tutte le cose hanno un secondo fine.

E con questa, chiudo.
Saluti.

~ di La Psiche su 26 gennaio, 2010.

9 Risposte to “Mi sono rotta il cazzo.”

  1. Wow sono una dei cinuqe sfigatelli, figata. passavo da sto spazio di scervello a forma di sega e mi girava di scrivere qualcosa de botta a ‘sto intervento ma non in questo modo. in realtà non so perchè stavo scrivendo in quella maniera so solo che non ritornerò indietro per sgangellare all. So, …… Godiamo mea bella. tutto ciò che posso dire è lì.

    Bai. Lellù Sfigatella Annoiata e un pò Lunatica – troppo pochi come aggettivi, non voglio annoiarti. ٩๏̯͡๏)۶

  2. Gaudeamus igitur. Lè. LLA. Lu? Naaaaaaaaaa!

  3. “Finché non troverò me stessa non potrò amare nessuno.” Mi permetti di considerarla la cosa più saggia che ti abbia mai sentito dire?

  4. Anche io godo delle cose che non conosco…e a volte suscitano in me talmente tanta attrazione che inizio a non poterne fare a meno, nonostante non abbia il coraggio di scavare per scoprirle (parlo soprattutto di ragazze, poco di altre persone…pochissimo ma lo stesso un po’ della Matematica)… ma ne godo soprattutto quando riesco a capirle, proprio in quell’istante; poi basta…infatti ho paura quando sono in ricerca.
    Spero anche io di riuscire a trovare me stesso…di scoprire sempre di più chi sono.

    • Il punto è questo. Spesso quando hai trovato tutto ciò che c’era da trovare, ti rendi conto di essere profondamente insoddisfatto. Questo accade quando ti innamori di cose e/o persone banali. E’ proprio per questo che tutto ciò che non lo è mi affascina. Per non correre il rischio di veder crollare tutte le mie illusioni di fronte alla cruda ovvietà. Tutto ciò che è non-banale muta costantemente: e ad ogni mutamento, corrisponde una nuova cosa da scoprire, capire, sciogliere. E l’intrigo è senza fine.

  5. ma è un pericolo continuo

  6. Non sono d’accordo. Difficilmente si trovano cose non banali.
    È tutto quello che c’è intorno, il contorno, la cornice chiamatela come diavolo vi pare, a te e alla cosa che permette di scoprire sempre più nuovi fatti, di alimentare quella fiamma di conoscenza;
    altrimenti ad un certo punto non ci sarà più nulla da scoprire.
    O magari è il caso in cui siete voi ad essere banali e in questo caso sono altri “problemi”.

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