Riflessioni sui libri di scuola elementare.
In questi giorni se ne sentono di tutti i colori. Sappiamo che la stragrande maggioranza dell’Italia ha votato il governo Berlusconi, eppure ovunque nel Bel Paese si vedono scioperi, manifestazioni, sQuole oKKupate. C’è chi parla di nuovo sessantotto, e c’è a chi, come me, viene un po’ da ridere. Chiariamoci, io sono la prima che sciopera, in quanto studentessa liceale che pensa al proprio futuro… ma pensiamoci, un sacco di persone che hanno votato a destra stanno scioperando. Questa situazione ce la siamo cercata NOI, carissimi (o meglio, ve la siete cercata, visto che noi studenti, quelli su cui ricadono molte delle conseguenze di questa “riforma”, non siamo in età di voto…), e quando sento persone di destra, e anche convinte, parlare di “rivoluzione”, riesco a stento a trattenere una fragorosa risata.
LA PROSSIMA VOLTA PENSATECI DUE VOLTE PRIMA DI VOTARE!
Ma il punto non è questo, o meglio, non è SOLO questo. L’altro giorno, il mio cuginetto compiva 2 anni, e così sono andata assieme ai miei a casa sua per partecipare ad una festicciola abbuffosa. Suo zio, un 40enne con problemi di esaurimento nervoso e depressione, ha iniziato a parlarmi. Mi ha raccontato un aneddoto che mi ha fatto molto riflettere, sulla vita, sul pensiero, e anche un po’ alla scuola. La scuola che adesso noi non vedremo più, la scuola che si abbandona a 14 anni, la scuola del maestro unico, delle bacchettate sulle mani, la scuola senza maestri, la scuola senza fondi, la scuola senza scuola. Quella scuola appunto, che lui frequentava 30 anni fa.
Quando facevo la scuola elementare, m’è capitata una cosa che non mi dimenticherò mai. Sul mio libro c’era disegnato un negro che diceva “Io devo mangiare perché così diventerò forte e potrò combattere contro i prepotenti”. Così io da allora ho iniziato a mangiare molto, perché volevo diventare forte, proprio come quel negro. Ho mangiato tanto fino a 40 anni, ma poi ho capito che quella forza che io trovavo nel cibo, la devo trovare dentro di me, perché sta qui, nel nostro cervello, la forza, non nella panza.
Ho riflettuto… ho pensato a quanto quest’uomo, dopo una laurea con 110 e lode, si sia rovinato l’esistenza. La sua gioia, così incontenibile, per aver raggiunto il proprio obbiettivo l’ha portato alla pazzia. E lui, ha finalmente capito che la sua forza è nella sua indipendenza di pensiero. Quanti di noi, sani di mente, potrebbero fare lo stesso ragionamento? Pochi, forse, proprio perché non tutti hanno indipendenza di pensiero. Soprattutto se, l’istruzione in Italia, resterà in mano di pochi eletti, se i ragazzi a 14 anni inizieranno a lavorare e se all’Università si taglieranno fondi sulla ricerca. La saggezza ce la si può ricavare da soli, direte voi. D’accordo, ma fino ad un certo punto. La saggezza, a volte, non basta. Fra dieci anni avrete medici incompetenti, professori poco preparati, ponti che crollano perché progettati da cattivi ingegneri. E il problema sta a monte: se non avessimo (noi, popolo italiano) votato questa coalizione, non ci sarebbe mai stata questa riforma, nessuno avrebbe perso ore di lezione, nessuno avrebbe ricevuto manganellate dalle forze dell’ordine chiamate per presidiare atenei, licei, e scuole superiori. Nessuno avrebbe tolto quei (già pochi) soldi all’Università e probabilmente fra 10 anni avremmo potuto avere ottimi medici, eccellenti insegnanti e i migliori ingegneri del mondo. Perché la materia prima, in Italia, c’è eccome, ma viste come stanno le cose, è davvero inevitabile la “fuga di cervelli”.
Un po’ come dire: la cazzata è stata fatta, ora ne paghiamo le conseguenze. Certo, saranno 5 anni d’inferno, ma si spera almeno che le nostre “rivolte” servano a far capire che razza di governo avete votato.
P.S.: Non si offendano i lettori di destra, la mia è solo una riflessione personale.

Viva le scuole elementari.
Grazie mille per il bel commento, salutami Foscolo… CIAO!!!
Io parlo per me: forse non voglio fuggire… io vorrei meritarmi la mia laurea che spero ci sarà in futuro e meritarmela qui in Italia. Mi ispiro in questo a un film che ho visto che narra di un ragazzo che andando a studiare Fisica a Pisa per amore di una ragazza partecipa a un gruppetto che poi andrà a manifestare contro il G8, picchiato dai poliziotti, lui fallirà degli esami e avrà disavventure in giro per l’Italia, finché alla fine fa questa scelta: rimanere in Italia per fare la sua piccola parte… Insomma è tutto molto strano nella mia testa, e ti do ragione Umma per quello che scrivi: non si può tagliare l’istruzione, e lo dice chi l’ha già in parte ricevuta in modo più o meno valido come noi studenti, quindi un vecchio come Berlusconi e una zabetta bigotta come la Gelmini dovranno in qualche modo fermare tutto. Se lo faranno con la forza probabilmente si potrà parlare di autoritarismo. E lì saranno cavoli amari (forse solo sogni)..e saranno nei casini…con Casini XD
Una riflessione tutt’altro che superficiale. Che poi, tagliare l’istruzione, tagliare la sanità…risparmiare sulle cose che fanno vivere il nostro corpo e la nostra mente, non è come condannarsi ad un lento, inesorabile declino?