L’Es, l’Io e il Super-Io: una stupida digressione di carattere freudiano. Oppure no.

L’altro giorno facevo una ricerca su un film di David Lynch che ho visto tempo fa, Mulholland Dr. Secondo alcuni, le tematiche del film si potrebbero riassumere con la visione freudiana della personalità, ossia la trinità: l’Es, l’Io e il Super-Io. Ora, da grande appassionata di Sigismondo e delle sue teorie, mi ritrovo spiazzata di fronte ad una realtà a me ancora sconosciuta. Infatti, non ero a conoscenza di queste teorie riguardanti la personalità umana, così ho cercato di documentarmi alla meno peggio. Ed è qui che subentra

WIKIPEDIA

L’enciclopedia libera, dicono. Troppo libera però, visto che coloro che hanno scritto pagine riguardanti le suddette teorie freudiane sono stati poco chiari, e quindi la sottoscritta è rimasta ancora col dubbio. Riuscirò a farmi cullare anche stanotte tra le braccia di Morfeo circondata da tranquilli sogni, o anche stavolta il Super-Io dichiarerà la tregua nella sua attività di censura che filtra l’Es, l’inconscio e l’Io cosciente? Ok, sto vaneggiando.

Certo è che, di questi tempi, Freud o non Freud, Lynch o non Lynch, dormire è davvero difficile. Non parlerò dei già troppi osannati temi di crisi politico-economico-sociale perché ci pensano già altre persone più competenti. Mi occuperò, invece, di una tematica tanto frivola quanto determinante nella tranquillità delle mie giornate: la festa patronale del mio paese, una roba che mi irrita più di Enrico Ghezzi.

Ebbene sì, tre giorni in cui ritroviamo l’apogeo della raffinatezza e dell’eleganza del mio paese. Si fa per dire. E come se non bastasse, quest’anno ce ne hanno rifilati ben quattro di giorni. Volevo lamentarmi brevemente della fiera del paese con annessi e connessi.

Un trionfo di illuminazioni pacchiane lungo tutto il borgo antico, con tanto di facciata di una nota chiesa ricostruita con lampadine verdi, rosse e gialle. Una fiumana di persone che cerca di avanzare tra le miriadi di bancarelle, chi con passeggini vari, chi con bambini minuscoli che frignano se, inevitabilmente, vengono investiti dalla gente, vecchietti che avanzano a passo di tartaruga, vocii assordanti. Poi ogni anno, c’è l’articolo di tendenza della fiera. Qualche anno fa c’erano delle sacche nere con decorazioni etniche. L’anno scorso le borse di finta pelle con raffigurazioni di The Nightmare Before Christmas, ovviamente senza autorizzazione della Disney o del divino Tim Burton. Quest’anno sono ben due (eh già, sta volta abbiamo aumentato un po’ di tutto: giorni, mode, truzzaggine e chi più ne ha, più ne metta… ma si sa, melius abbundare quam deficere): la scimmietta di peluche, con le zampe lunghissime, con tanto di velcro sulle manine per potersela mettere a mo’ di collana, alcune provviste di cappello, altre di gilet, altre di entrambi rigorosamente in coordinato, altre ancora totalmente ignude. E per i più esigenti ci sono anche quelle con gli occhi che si accendono di rosso e dotate persino di verso alla-nonnina-fantasma-del-film-The-Eye (ossia verso da mucca morente). Insomma una scimmietta horror da sognartela la notte, e qui mi sa che il Super-Io non può tanto intervenire. E il secondo articolo è il FAVOLOSO e RAFFINATISSIMO cappello da Cow-Boy, in vari colori, decorazioni e forme, per tutte le tasche e per tutti i gusti, e se ne prendi uno per tutti i membri della famiglia ricevi uno sconto e un cappello mini da mettere alla scimmietta horror, così facciamo l’amplein.

A ’sto punto, preferisco perdere una serata a cercare di capire quei maledetti articoli su Wikipedia, sperando che il mio Io capisca ciò di cui blaterano.

L’unica cosa degna di essere ammirata durante la mia festa patronale è il meraviglioso lavoro fatto dai Madonnari, una categoria di artisti non molto tutelata. Dovrebbe esserci la Le.Mad.I., LEga MADonnari Italiani. E se non c’è, dovrebbero inventarla.

P.S.: Ringrazio Alianorah (te rilinko… eheh) e Lario3 per essere stati i primi a visitare e a commentare il mio blog.

~ di Ummagumma su 9 Settembre, 2008.

3 Risposte to “L’Es, l’Io e il Super-Io: una stupida digressione di carattere freudiano. Oppure no.”

  1. Le feste patronali mi deprimono. Sono davvero la fiera del cattivo gusto. Da quando lavoro al bar mi sfango quelle del mio paese ma devo sorbire quella (delirante) del paese in cui si trova il bar.
    Conosco poco Freud, ma ho “subìto” tre anni di psicoanalisi junghiana, e devo dire che la personalità di Carl Gustav era molto affascinante. In sostanza era matto come un cavallo, ma alcune sue teorie hanno un suo perché e almeno non era tanto fissato con il sesso come il suo maestro. Più che altro ce l’aveva su con gli archetipi e l’inconscio collettivo ed era anche un po’ stregone. Personalmente in analisi mi sono successe cose incredibili che non si sono più ripetute. E devo dire “per fortuna” perché mi inquietavano non poco.

  2. Ovviamente la psicanalisi è un mondo tanto affascinante quanto inquietante, forse perché noi comuni mortali preferiamo non capire le dinamiche della nostra personalità, nonostante quasi tutti ne siamo incuriositi. Sembra un paradosso ma è così :-)
    Per le feste patronali la pensiamo proprio allo stesso modo!
    Grazie per aver rivisitato il mio blog, ciao!

  3. Grazie a te per avermi citato :-D
    Mulholland Drive è il mio film preferito!!! :-D

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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